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articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Carlo CassolaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca Carlo Cassola (Roma, 17 marzo 1917 – Montecarlo, 29 gennaio 1987) è stato un importante scrittore e saggista italiano. Dal suo romanzo La ragazza di Bube (1960), che ricevette il Premio Strega, fu realizzato nel 1963, da Luigi Comencini, il film omonimo e, sempre nel 1963, dal racconto "La visita", il film diretto da Antonio Pietrangeli.
[modifica] BiografiaDi madre volterrana e padre romano, ma trapiantato da molto tempo in Toscana, era nipote di un ardente patriota che partecipò alle dieci giornate di Brescia e poi fu esule in Svizzera per sfuggire alle numerose condanne; al termine del Risorgimento fu un magistrato. Il padre di Cassola era invece un militante socialista e redattore dell'"Avanti" al tempo della redazione di Leonida Bissolati. Nella città natale del padre, Cassola trascorse l'adolescenza, limitandosi a brevi spostamenti a Cecina nei periodi di villeggiatura. [modifica] L'educazione scolasticaL'educazione scolastica del futuro scrittore fu regolare, anche se l'esperienza della scuola verrà in seguito considerata un fallimento, tanto da fargli scrivere, nel 1969, "Scuola di criminalità, ecco cos'è la scuola oggi, non solo da noi ma dappertutto. E la colpa risale alla cultura laica o religiosa che sia. A questa grande spacciatrice di droghe; a questo autentico oppio del popolo". Egli frequenterà il
Ginnasio-Liceo "Tasso" e in seguito l'"Umberto I", ma di quegli anni ricorda
che leggeva solamente
Pascoli e che dai classici e dal modo in cui gli venivano insegnati ebbe
solamente "disgusto". [modifica] Il gruppo dei novissimiCassola negli anni del liceo
frequenterà i figli di
Mussolini (era compagno di classe di Vittorio),
Ruggiero Zangrandi e
Mario Alicata e collaborerà ad una rivista studentesca, "La penna dei
ragazzi", fondata proprio da Vittorio. Nel 1935, mentre nel paese stavano maturando grandi avvenimenti che porteranno al conflitto etiopico, Cassola si iscriverà alla Facoltà di Legge dell'Università di Roma dimostrando scarso entusiasmo per la guerra. Nel frattempo, all'interno del gruppo che si era formato, quello dei novissimi, ci furono dei dissidi e nel 1936 lo scrittore, insieme al suo più intimo amico, Manlio Cancogni, si allontanerà definitivamente da loro. [modifica] I primi raccontiNel
1937 Cassola scrive i suoi primi
racconti, che verranno in seguito raccolti in volume, e uno di questi,
Paura e tristezza, uscirà nell'agosto su "Il Meridiano di Roma". Sempre nel 1939 Cassola inizia a
frequentare un gruppo di fiorentini tra i quali
Romano Bilenchi,
Franco Fortini,
Franco Calamandrei,
Ferruccio Ulivi,
Paolo Cavallina, allora direttore della rivista "Rivoluzione", e grazie
a questi contatti riesce a pubblicare altri tre racconti, La visita, Il
soldato, Il cacciatore su la rivista "Letteratura" che furono segnalati da
Giansiro Ferrata su "Corrente". [modifica] La guerra e la resistenzaNel 1940 lo scrittore si sposa e nel 1941 viene richiamato dopo l'intervento dell'Italia in guerra. Nel 1942 partecipa ad un concorso per la Cattedra di Storia, Filosofia e Pedagogia nei licei classici e scientifici e negli istituti magistrali e inizia la sua attività di insegnamento prima a Foligno e poi a Volterra. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Cassola inizia a prender contatti con i gruppi comunisti più attivi nel volterrano e insieme a loro partecipa alla resistenza e di questa esperienza abbiamo testimonianza nel racconto lungo a carattere autobiografico, Fausto e Anna. [modifica] Dopo la ResistenzaDopo la
Liberazione, avvenuta in
Toscana nel
1944, lo scrittore si iscrive al
Partito d'Azione nel quale rimane fino al suo scioglimento nel
1946. Da 1945 al 1949 Cassola fa parte della redazione de "La Nazione del Popolo", rivista del Comitato Toscano di Liberazione, e collabora attivamente al "Giornale del Mattino" e a "L'Italia Socialista". [modifica] Una svolta nella produzione letterariaIl
1949 è per lo scrittore un anno di forte crisi umana e letteraria. Muore
la moglie e Cassola mette in discussione la poetica esistenziale sulla quale
aveva basato, fino a quel momento, il suo lavoro di scrittore. Il testo incontra però
difficoltà per trovare un editore, fu infatti rifiutato da "Botteghe
Oscure", da Einaudi e uscì solamente nel
1950 su "Paragone" e in volume nel
1954 presso Fabbri. Nel periodo che va dal 1953 al 1957 la narrativa è ormai il centro della carriera di scrittore di Cassola che, desideroso di essere libero da ogni norma precostituita, si appoggia ad una poetica che nasce dall'esperienza, sempre in lui molto viva, dell'antifascismo. [modifica] Gli anni più fecondiCassola, che ormai dal 1948 si era trasferito a Grosseto e che nel frattempo si era risposato e aveva avuto una figlia, conosce Luciano Bianciardi che faceva il bibliotecario nella Biblioteca comunale di Grosseto e dalla sua amicizia e dalla sua collaborazione nasce uno studio sui minatori della Maremma pubblicato nel 1954 da "Nuovi Argomenti" e in seguito ampliato da Cassola (Bianciardi nel frattempo si era trasferito a Milano) e pubblicato nel 1956 nei "Libri del tempo" di Laterza. Negli anni che vanno dal 1950 al 1956 lo scrittore collabora al "Mondo" e al "Contemporaneo", esce Fausto e Anna (1952), scrive I vecchi compagni che esce da Einaudi nel 1953, appare sul "Ponte" La casa sul Lungotevere (1953), che prenderà poi il nome di Esiliati, inizia a scrivere La casa di via Valadier e Il soldato, esce da Nistri-Lischi a Pisa la seconda edizione del racconto Il taglio nel bosco(1955) che comprende anche una parte dei racconti della Visita, La moglie del mercante, Le amiche di Baba, esce sul "Ponte" Un matrimonio del dopoguerra e Il soldato, compie un viaggio in Cina, del quale lascerà testimonianza nel suo "Viaggio in Cina", Einaudi pubblica La casa di via Valadier che comprende anche Esiliati, Feltrinelli pubblica Viaggio in Cina, Laterza, I minatori della maremma. Nel 1958 Cassola con Il soldato pubblicato da Feltrinelli vince il Premio Salento, esce la seconda edizione riveduta di Fausto e Anna e nel 1959 Il taglio del bosco che comprende tutti i racconti lunghi e i romanzi brevi. Il 1960, con l'uscita del romanzo La ragazza di Bube che ebbe molto successo e si aggiudicò il Premio Strega, segna il punto più alto del successo dello scrittore. [modifica] La critica di Pasolini e delle nascenti avanguardieProprio in occasione della
presentazione dei libri per il Premio Strega,
Pier Paolo Pasolini che presentava quell'anno
Italo Calvino, in un epigramma La morte del realismo (nel quale è
evidente il continuo richiamo a Cassola), sosteneva il sopravvento dei
"neopuristi", dei "socialisti bianchi", della "elezione stilistica" e
denunciava la "restaurazione nello stile" e ricordava con nostalgia
"l'impuro Realismo/ sigillato col sangue partigiano/ e la passione dei
marxisti", rammentava il Realismo e la sua ideologia "nella luce della
Resistenza", "Quando il fascismo era vinto,/ pareva vinto il Capitale". L'epigramma di Pasolini è un anticipo della reazione antineorealista che verrà da Edoardo Sanguineti nel Convegno del Gruppo 63 a Palermo insieme alla critica di Giorgio Bassani che, in modo poco lusinghiero, parlava di "Liala '63" riferendosi a Cassola. L'accusa colpiva un Cassola già mutato rispetto allo scrittore di Fausto e Anna e della Ragazza di Bube ed egli iniziò, già dal 1961 ad operare una revisione nella sua visione letteraria ripudiando completamente tutto il periodo dell'impegno legato alla resistenza e ritornando alla primitiva poetica. [modifica] Il ritorno alla vecchia poeticaLa ripresa della vecchia poetica
non può, comunque, non tener conto delle esperienze fatte negli
anni '50. Nel 1961 lo scrittore lascia l'insegnamento e, tranne la collaborazione con i Fogli di Diario del "Corriere della sera", egli si dedica solamente alla scrittura delle sue opere, dimostrando quello stesso disimpegno che aveva coinciso in gioventù con l'abbandono degli interessi politici. Uscirà così nel
1964 Il cacciatore, nel
1968 Storia di Ada, che comprende La maestra e Tempi memorabili. Nel
1971 lo scrittore è colpito da grave crisi cardiaca e si trasferisce a
Marina di Castagneto dove, ripresosi, nella tranquillità del luogo
continua la sua attività scrivendo e pubblicando molte altre opere, tra le
quali Monte Mario nel
1973, Gisella e Fogli di Diario nel
1974, Troppo tardi nel
1975, L'antagonista, L'ultima frontiera e Il Gigante cieco nel
1976, La disavventura e L'uomo e il cane nel
1977. Dal
1978 fino al
1984 lo scrittore continua alacremente il suo lavoro e molte sono le
pubblicazioni sia di romanzi che di saggi, questi ultimi legati a temi
sociali come Letteratura e disarmo del
1978 e Contro le armi del
1980. [modifica] La poeticaCarlo Cassola pur vivendo nel
periodo del
neorealismo non ne accettava completamente la poetica perché riteneva
che l'utilizzo del linguaggio popolare e pertanto del dialetto fosse da
condannare in ambito letterario. [modifica] La teoria del sublimineNei primi anni della sua esperienza letteraria Cassola accoglie dall'ermetismo il gusto dell'essenzialità che egli interpretava nel campo narrativo come attenzione esclusiva all'esistenziale. I racconti che nascono in questo
periodo sono racconti esili, dal ritmo musicale. È questa la teoria del "subliminare" teoria della quale Cassola scriverà: "Il nome lo trovò Cancogni, e a distanza di anni devo dire che era singolarmente azzeccato: subliminare significa infatti sotto la soglia, cioè sotto la soglia della coscienza pratica. Così appunto stanno le cose: l'emozione poetica non appartiene alla sfera della coscienza pratica, ma alla coscienza che sta sotto, alla coscienza subliminare. Il sublimine è l'oggetto spogliato di ogni suo attributo ideologico, etico, psicologico. Coincide cioè con l'esostente, col nudo fatto dell'esistere; o meglio, con l'esostenza e col suo attributo reale che essa comporti, la coesistenza dei sessi. L'edistenza-coesistenza dei sessi doveva diventare il solo oggetto della rappresentazione letteraria". Il primo periodo di Cassola si può far risalire dal 1937 al 1950 circa, quando esce Il taglio del bosco. [modifica] L'impegno politicoSi può però già far risalire al 1946, con Baba, il secondo Cassola, quello impegnato sui temi politici. In Rosa Gagliardi del 1946 e nelle Amiche del 1947 e infine nel Il taglio del bosco Cassola tocca i suoi più importanti momenti. Soprattutto nel racconto maggiore, "Il taglio del bosco", lo scrittore va in cerca dell'essenza della realtà e, nelle pagine di questo lungo racconto con echi autobiografici, la poesia nasce nel silenzio che segue all'accadere degli avvenimenti. Da Baba alla Ragazza di Bube del 1960, Cassola, pur mantenendo gli stessi modi narrativi, si confronta con la realtà etico-politica contemporanea accettandone l'ideologia con forte indipendenza, ma senza accettare alcuna enfasi "realistica", a cominciare dai dialetti. Cassola è un antifascista
convinto mosso più dal senso morale che da quello ideologico-politico che di
divide tra l'impegno storico-politico e la vocazione esistenziale. Indubbiamente il libro che
riassume tutto questo periodo è l'ultimo, La ragazza di Bube, per la forza
poetica di molte delle sue pagine, ma soprattutto per il significato che
viene ad assumere il giudizio sulla Resistenza. [modifica] Il ritorno alla narrativa esistenzialeCuore arido del
1961 segna il ritorno alla poetica della poesia pura e lo scrittore si
ritrarrà nella sua ricerca letterario-esistenziale. Lo scopo di Cassola ora è molto semplice ed è quello di restituire, attraverso personaggi assolutamente normali, il sentimento dell'esistenza, dei suoi doni, delle sue sensazioni, pensieri e ricordi. [modifica] I temi, lo spazio, il tempo e il linguaggioI due temi fondamentali di
Cassola sono la vita e la felicità. L'ambiente descritto da Cassola
è l'ambiente della sua vita perché come egli stesso scrive: "lo scrittore
può parlare solo di ciò che conosce, la propria vita; poiché la mia vita è
Cecina, io parlo di Cecina". Per quanto riguarda la scelta del tempo vi è in Cassola la tendenza ad ambientare le sue storie nel periodo del ventennio fascista e in modo particolare negli anni trenta, quelli della sua adolescenza, delle prime esperienze importanti sul piano umano e letterario. Il linguaggio e lo stile che Cassola utilizza è semplice ed essenziale, così come lo è l'organizzazione dei contenuti dove si vede in che cosa consiste il suo antinaturalismo . [modifica] Opere[modifica] Narrativa
[modifica] Saggistica e prose varie
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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