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Delirio

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Con il termine delirio ci si riferisce in psichiatria ad un acuto (ancorché recente) declino nell'attenzione, nella percezione e della cognizione in un soggetto. Il delirio è probabilmente il più comune disordine mentale acuto che colpisce gli adulti ospedalizzati: tra il 10 ed il 20% di tutti gli adulti e tra il 30 ed il 40% degli anziani ospedalizzati sono infatti colpiti da questo disturbo. Di per se il delirio non è una malattia quanto, piuttosto, una sindrome (una serie di sintomi) risultato di una causa scatenante sottostante.


Il termine «delirio» deriva dal latino lira, solco, «cosicché delirare- come si legge nel Dictionnaire universel de médicine di James (1746-48) - significa propriamente allontanarsi dal solco, dalla dritta via della ragione».

Un aspetto del delirio da considerare è la modalità di espressione che è sottesa a tale modo di esprimersi da parte del soggetto. Il delirio è l'emersione del rimosso, di cui non si ha conoscenza, essendo inconscio, dove il contenuto verbale assume i contorni di un linguaggio retorico che si esprime attraverso figure allegoriche, metaforiche, cioè nella costruzione delirante il contenuto ha una base di realtà interiore, che si confonde in una modalità di pensiero che aggrega associazioni apparentemente incongrue ma che riflettono il vissuto del soggetto, sconosciuto agli altri, ma che si avvale dei significanti oggettivi reali attuali per esprimere il proprio rimosso, attraverso parallelismi, similitudini dove si coniuga il presente con il passato,non solo remoto ma anche recente del soggetto. L'interpretazione di tale costruzione mentale presume la conoscenza del vissuto del paziente, della personalità, un'indagine conoscitiva approfondita, tale compito è arduo, con gli psicofarmaci sicuramente si attenua tale manifestazione,i sintomi positivi, ma il nucleo delirante rimane intatto, nel linguaggio e nel comportamento del soggetto rimane sullo sfondo comunque un contenuto psicologico che riflette la condizione.

[modifica] Tipi di delirio

Si conoscono diverse tipologie di delirio:

  • delirio da collasso: deriva da disturbi psichici rilevati al momento della cessazione dello stato febbrile nelle malattie acute
  • delirio di influenzamento: consiste in una idea delirante nei riguardi di persone o di cose vicine al malato
  • delirio di querela: reazione psicogena a traumi di tipo paranoico
  • delirio da toccamento: consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti
  • delirio nichilista: si riscontra nelle depressioni melanconiche, è costituito da un ammasso incoerente di idee tutte negative
  • delirio onirico: consiste in un perturbamento incoerente e fantastico della coscienza che conduce ad emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica
  • delirio professionale o di occupazione: consiste nel ricreare da parte del paziente le condizioni e i luoghi abituali di lavoro
  • delirio residuale: rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento
  • delirio interpretativo: il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l'attore principale o sentendosi indicato come parte in causa
  • delirio di persecuzione: in questo delirio il paziente ritiene che tutto e tutti siano contro di lui, che tutto sia fatto e detto per sfavorirlo.

[modifica] Delirio di persecuzione

Il delirio di persecuzione è una costruzione mentale, che trova un suo retaggio nella formazione del carattere permeato da sentimenti di inferiorità, di castrazione psicologica, cui consegue un comportamento vittimistico e difensivo. La formazione del pensiero subisce un processo di aggregazione di associazioni interpretative a sfondo persecutorio, cioè i vari significati dei significanti, si associano inevitabilmente con un orientamento prestabilito, per cui il soggetto anche in codizione di cosiddetta normalità, stabilisce, inconsapevolmente, dei collegamenti tendenti alla dimostrazione di una tesi persecutoria, in pratica è tutto il sistema di pensiero che si orienta in tal senso. La dicitura Delirio di persecuzione trae in inganno il lettore, non rende l'idea del concetto, cioè in questo tipo di delirio il soggetto si auto perseguita, il processo alla base di questo movimento psicologico è noto come proiezione, cioè una parte dell'io, inconscio, si fonde con la realtà, il contenuto rimosso si presenta agli occhi del soggetto in modo metaforico, simbolico, che il soggetto non riconosce e che interpreta in maniera persecutoria anche per l'azione del super-io; affinche si realizzi ciò, l'io del soggetto è fissato ad una fase narcisitica, per cui si realizza anche la megalomania, l'io al centro dell'attenzione, e si evince il vittimismo da cui la reazione scomposta di difesa. La complessa patologia in questione è una risposta psichica ad un precedente stato disturbato, che potremmo definire Narcisistico, in cui diversi meccanismi di difesa dell'io, erano già in atto, quali la negazione, la rimozione ed in modo meno evidente la proiezione. La proiezione è un processo psichico che accomuna il super io del soggetto con il super io degli altri, in pratica persone appartenenti alla stessa cultura hanno lo stesso modo di pensare, conformismo mentale, per cui il soggetto si autogiudica ma vuol credere, inconsapevolmente, che siano gli altri; l'idea inacettabile alla coscienza è posta sotto controllo, idealmente, anche dalla collettività.

Un meccanismo simile è descritto da Sigmund Freud in Lutto e Melanconia.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Delirio"