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Metabolismo dei lipidi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze

I lipidi (oli, grassi ecc.) sono biomolecole chimicamente eterogene con marcata lipofilia (idrofobia). Si distinguono:

Il metabolismo è il complesso delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono in un organismo o in una sua parte.

Indice

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La funzione di lipidi nell'organismo umano [modifica]

Lipidi hanno varie funzioni nell'organismo umano come elementi strutturali, funzionali e come riserve energetiche:

Biosintesi di lipidi umani
  1. elemento strutturale (di costruzione):
    • di membrane cellulari in genere: fosfolipidi, colesterolo
    • di tessuti nervosi e cervellari in grandi quantità: sfingolipidi (legati a zuccheri, proteine, fosfati)
    • di tessuti lipidici strutturali come termoregolatori e assorbitori meccanici: tessuto lipidico marrone, formato maggiormente di trigliceridi
  2. elemento funzionale come:
  3. riserva energetica nel tessuto lipidico bianco, maggiormente costituito di trigliceridi formati da acidi grassi C 16:0

 

Biosintesi di lipidi [modifica]

La biosintesi di lipidi avviene primordialmente in fegato, tessuti lipidici, reni, polmoni e ghiandole lattiferi. I necessari acidi grassi vengono o dall'alimentazione tramite il flusso sanguino o sono sintetizzati dall'acetilcoenzima A. L'illustrazione accanto mostra i principali processi metabolici in merito.

L'illustrazione fa anche capire, perché all'uomo è possibile un'alimentazione prevalentemente proteica/carboidratica o prevalentemente proteica/lipidica come pure tutte le sfumature tra i due: l'acetilcoenzima A permette la trasformazione a vicenda tra i due.

Inoltre, tutte le sostanze caloricamente rilevanti: proteine, lipidi e zuccheri possono essere trasformati in trigliceride composto di acidi grassi C 16:0 (acido palmitinico, n-esadecan-acido) e immagazzinati nel tessuto lipidico bianco come riserva calorica.

 

Metabolismo dei lipidi [modifica]

I lipidi che sono introdotti con gli alimenti hanno una composizione variabile e sappiamo che possono essere gliceridi,steroidi, fosfolipidi, vitamine liposolubili, eccetera, ma le molecole lipidiche più abbondandi negli alimenti e che il nostro organismo sfrutta per ricavarne energia, sono soprattutto i trigliceridi.

I lipidi, a differenza dei carboidrati, passano immodificati attraverso la bocca e lo stomaco e solo quando arrivano nel duodeno (inizio dell'intestino tenue) inizia la loro digestione.

Poiché i trigliceridi sono sostanze idrofobe, il primo problema che l'organismo deve affrontare per la loro trasformazione in molecole più semplici, è quello di fare in modo che gli enzimi digestivi, dispersi in un mezzo acquoso, possano adeguatamente legarsi ad essi. Ciò è possibile in quanto i trigliceridi vengono emulsionati dai sali biliari secreti dalla bile proveniente dalla cistifellea.

La bile ha una composizione molto complessa e contiene oltre agli acidi biliari che nel duodeno si trasformano immediatamente nei rispettivi sali, anche il colesterolo, fosfolipidi, pigmenti biliari (prodotti di demolizione di porfirine come l'eme).

La funzione dei sali biliari è anche quella di neutralizzare l' acidità gastrica (pH=2) e rendere quindi attivi gli enzimi intestinali che hanno un pH ottimale intorno a 7.

Contemporaneamente, dai dotti pancreatici viene secreta la prolipasi, un proenzima che attivata a lipasi dai sali biliari e da una proteina specifica (colipasi), idrolizza i legami estere tra il glicerolo e gli acidi grassi nelle posizioni 1 e 3, dando origine a un 2-monogliceride e ai sali sodici degli acidi grassi idrolizzati (saponi).

L'idrolisi metabolica di un trigliceride viene chiamata lipolisi:

  • Prolipasi (inattiva) -> Lipasi (attiva)

I 2-monogliceridi possono essere assorbiti direttamente (circa il 70%) o subire l'azione di una isomerasi che sposta l' acido grasso dalla posizione 2 alla posizione 1 e subire così l'azione della lipasi. In questo modo si genera glicerolo libero che viene, anch'esso, assorbito per diffusione:

La produzione progressiva dei sali degli acidi grassi e di 2-monogliceridi (anch'essi agenti tensioattivi) rende l'emulsione sempre meno grossolana e la digestione via, via più facile.

L'assorbimento degli acidi grassi avviene quasi esclusivamente nel tratto dell'intestino tenue chiamato digiuno e il passaggio dentro le cellule della mucosa avviene per semplice diffusione.

All'interno delle cellule della mucosa gli acidi grassi vengono risintetizzati in trigliceridi con consumo di energia e formazione di chilomicroni (complessi lipoproteici costituiti da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e proteine.

Questi aggregati molecolari sono il mezzo di trasporto usato dai trigliceridi per muoversi in un mezzo acquoso come la linfa e il sangue. I sali biliari utilizzati per emulsionare i trigliceridi, ma anche gli altri lipidi vengono riassorbiti nell'intestino e riportati al fegato, che rinviandoli successivamente alla cistifellea, li rimetterà in questo modo di nuovo in circolazione.

I trigliceridi, a differenza di ciò che succede ai carboidrati e agli amminoacidi, non passano nei vasi sanguigni, ma vengono assorbiti dai vasi linfatici; la linfa assume un aspetto lattiginoso e viene chiamato chilo.

Il chilo viene riversato nella vena succlavia avviando i chilomicroni verso il fegato, che, come sempre, è il centro di raccolta e smistamento di qualsiasi molecola abbia un interesse metabolico.

Di rilevante significato dietologico è il fatto che, fra gli acidi grassi insaturi contenuti normalmente nei trigliceridi alimentari vengono assorbiti molto facilmente quelli naturali (con un isomeria -cis), mentre gli isomeri trans- (presenti soprattutto negli oli di semi in seguito ai trattamenti tecnologici subiti) vengono assorbiti molto più lentamente e in percentuali inferiori.

I trigliceridi contenenti acidi grassi a catena corta (MCT, medium chain triglycerides)con un numero di atomi di carbonio da 6 a 12 hanno un assorbimento sostanzialmente diverso da quelli contenenti acidi grassi a catena lunga. Gli acidi grassi MCT non passano attraverso il sistema linfatico, ma giungono direttamente al fegato attraverso i vasi mesenterici e la vena porta, dopo essere stati completamente idrolizzati dalla lipasi pancreatica.

 

Alimentazione e lipidi [modifica]

Il latte materno contiene caloricamente ca. 6 % di proteine, ca. 41 % di glucidi e ca. 53 % di lipidi (con tasso di colesterolo elevato).
 

Immagine:AlimentazioneCultura.png
Alimentazione in diverse culture

In diverse culture l'aliquota di lipidi nell'alimentazione varia notevolmente:

  • In Giappone si muove intorno ai 25 % (tendenza saliente),
  • nelle altre nazioni industrializzate intorno al 40 % e
  • in popoli indigeni cacciatori e pastori (Inuit, Masai) intorno ai 65 %.

Questo è possibile grazie alla versatilità metabolica dell'organismo umano che non trova difficoltà di sostituire glucidi e lipidi (non essenziali) a vicenda.
Negli ultimi anni ci sono delle accese controversie tra dietisti che optano per "minimo di lipidi" (low-fat) e quelli che optano per "minimo di glucidi" (low-sugar). Il discorso raggiunge talvolta qualità di guerra religiosa. Per fortuna non è vitale chi ha ragione, come lo illlustrano gli esempi sopra citati.

 

Voci correlate [modifica]

 

Fonti [modifica]

  • H. Lodish et al.: Molecular Cell Biology; Scientific American Books Inc., New York 1995
  • Pschyrembel: Klinisches Wörterbuch, ISBN 3-11-018171-1, de Gruyter, Walter, GmbH & Co., Berlin 2004
  • Pollmer U., Warmuth S.: Lexikon der populären Ernährungsirrtümer, ISBN 3-8289-1930-8, Weltbild 2003

 

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Peso corporeo umano

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Il peso corporeo umano è il peso corporeo di un essere umano. È determinato dalla massa di tessuti, di organi e di liquidi nel sistema. Il peso corporeo, o meglio lo spostamento del peso corporeo oltre i limiti ideali (peso forma), è un parametro importante in medicina e dietologia.

Un primo indicativo è dato dalla statura: il peso si sviluppa in modo esponenziale rispetto alla statura (approssimativamente alla terza potenza).

Il secondo indicativo è dato dalla quantità di liquidi ritenuti. Questo dipende essenzialmente da ormoni (ADH, aldosterone) e dal funzionamento del sistema linfatico.

Il terzo indicativo è dato dalle scorte energetiche (grasso bianco) che un organismo ha accumulato. La quantità di grasso dipende dalla quantità di cellule lipidiche (adipociti) che possiede al momento e dal loro riempimento. A seconda del regime alimentare seguito possono riempirsi o svuotarsi, mentre è ormai assodato che in età adulta non vengono generate nuove cellule lipidiche (adipociti).

Determinanti del peso corporeo

Indice

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Determinanti del peso corporeo [modifica]

Fattori determinanti che influenzano il peso corporeo umano:

  • genetica: peso dei genitori
  • anatomia e fisiologia individuale
  • metabolismo individuale
  • gestazione, peso alla nascita
  • infezioni (p.es. l'adenovirus 36 e altri 6 microrganismi sono noti per creare adiposità)
  • malattie e disfunzioni ormonali
  • età
  • ambiente psicosociale
  • stile di vita

A oggi non è affatto chiara l'importanza dei vari fattori sul peso; da alcuni si sostiene che il ruolo principale è dato da fattori ormonali, ma la maggioranza dei ricercatori è propensa a credere che una cattiva alimentazione e la mancanza di attività fisica siano i maggiori responsabili dell'incremento ponderale.

 

Normopeso, sovrappeso, obesità, sottopeso [modifica]

Sul peso corporeo esistono innumerevoli pareri, ma di scientificamente provato esiste poco. Alcuni studiosi si impegnano a studiarlo secondo un indice di mortalità, ma tali studi sono spesso inficiati dal fatto che i portatori di malattie croniche nel periodo precedente la morte sono stati oggetto di un evidente calo ponderale; inoltre è a tutti evidente il fatto che la maggior parte dei soggetti che superano gli 80 anni di età sono "magri", almeno secondo la definizione più convenzionale del termine. Altri studiosi utilizzano tabelle come quella dell'OMS che sotto riportiamo. In ogni caso, sembra prendere sempre più piede la strada di valutare il peso corporeo in relazione alla qualità della vita del soggetto, con particolare riferimento alla diminuzione del rischio di malattie croniche più o meno invalidanti.

 

Sottopeso [modifica]

A livello sanitario essere "sottopeso" (IMC < 20) è critico, perché c'è un forte sospetto di:

Dopo aver chiarito le cause, occorrono interventi medici / psichiatrici.

 

Obesità [modifica]

Indice di massa corporea in non adulte, sane ragazze tedesche
Indice di massa corporea in non adulti, sani ragazzi tedeschi

L'obesità non è definita in modo uniforme. In psicologia è classificata come disturbo dell'alimentazione. Sono comunque più importante il fattore circonferenziale (> 1.1) e gli sbalzi di peso (> +/- 10% all'anno) dell'IMC. Secondo le tabelle di mortalità per adulti, i seguenti valori IMC sono ritenuti come limite all'obesità:

  • in donne: IMC > 36
  • in uomini: IMC > 32

aumenta la mortalità. L'obesità è meno letale del sottopeso, ma va tenuta sotto controllo. Dopo aver chiarito le cause, si tenta di modificare le condizioni psicosociali e di mantenere il peso attuale, cosa che con gli anni abbassa il rischio cardiovascolare.

 

Peso corporeo e mortalità [modifica]

Peso corporeo e mortalità

La mortalità è minima con un indice di massa corporea IMC (BMI) tra 25 e 35 kg/m2. Lancet 2006 [1]

 

Tabella di magrezza dell'OMS (1998) [modifica]

Valutazione IMC, BMI (kg/m2)
Sottopeso < 18,5
Normale Da 18,5 a 24,9
Sovrappeso Da 25 a 29,9
Obeso Da 30 in su

 

Diete restrittive e cure dimagranti [modifica]

Percorso di cure dimagranti

Se per alcuni studiosi il tentativo di cambiare a lungo termine l'indice di massa corporea non ha senso, perché, biologicamente, il numero di cellule lipidiche può solo aumentare nel tempo e mai diminuire e quindi il raggiunto è raggiunto, per altri è fondamentale che il riempimento delle cellule lipidiche (e quindi il grasso corporeo) resti limitato per evitare patologie vascolari, ortopediche e metaboliche.
La definizione di una dieta dimagrante è molto complessa; di fronte al riscontro che alcuni soggetti diminuiscono il loro peso e restano magri per il resto della loro vita, mentre altri continuano a dimagrire e a ingrassare nuovamente (effetto yo-yo) con grave danno per la salute.

In campo medico molto duro è il dibattito di chi sostiene l'utilità delle diete e chi invece la nega; entrambi i partiti adducono ricerche contraddittorie e non ancora definitive.

 

Fonti [modifica]

Variazioni di peso e mortalità
  • Andres R.: Effect of obesity on total mortality. International Journal of Obesity 1980/4 p. 381 ff.
  • Sorlie et al.: Body build and mortality: the Framingham Study. Journal of the American Medical Association 1980/243 p. 1828 ff.
  • Troiano R.P.; Frongillo E.A.Jr.; Sobal J. et al.: The relationship between body weight and mortality. A quantitative analyzis of combined information from existing studies. Int.J.Obesity 1996/ pp. 63 - 75
  • Seidel J.S.; Verschuren M.M.; van Leer E.M et al.: Overweight, underweight and mortality. Arch.Intern.Med 1997/ pp. 958 - 963
  • Dorn J.; Schistemarin E.E.; Winkelstein W. et al.: Body mass index and mortality in a general population sample of men and women. Am.J.Epidemiol. 1997/146 pp. 919 - 931
  • Brenner H.; Arndt V.; Rothenbacher D.; Schuberth S.; Fraisse E.; Hindner T.M.: Body weight, pro-existing disease and allcause mortality in a cohort of male employees in the German construction industry. J.Clin.Epidemiol.1997/50 pp. 1099 - 1106
  • Bender R.; Trautner C.; Spraul M.; Berger M.: Assessment of excess mortality in obesity. Am.J.Epidemiol. 1998 pp. 42 - 48
  • Flegal KM et al: Excess deaths associated with underweight, overweight, and obesity. JAMA 2005/293/S.1861-1867
  • Dimagrire come fattore rischio (Finlandia):
    • Sørensen TIA, et al.: PLOS Medicine 2005 2(6): e171.
    • Stampfer M.: PLOS Medicine 2005;2(6): e181.

 

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Romero-Corral Abel et al.: Association of bodyweight an mortality ... ; Lancet 2006; 368:666-78

 

Bibliografia [modifica]

  • Pschyrembel: Klinisches Wörterbuch, Gruyter, Walter de GmbH, September 2004
  • M. Wabitsch, J. Hebebrand, W. Kiess, K. Zwiauer (Hsgb.): Child and Adolescent Obesity: Causes and Consequences, Prevention and Management. Springer 2004
  • Worm, Nicolai: Diätlos glücklich; Hallwag 1998; ISBN 3-444-10513-4

 

Voci correlate [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

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Dieta (alimentazione)

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Nota disambigua - Se stai cercando Dieta come assemblea nobiliare, vedi Dieta (storia).

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Piatto austriaco

La dieta è l'insieme degli alimenti che un essere umano (o un animale) assume abitualmente. Lo stesso termine si usa in italiano corrente per identificare le diete dimagranti.
La parola dieta viene dal greco "diaita" che significa tenore di vita.

Indice

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[modifica] Determinanti della dieta

La dieta umana rispecchia i fabbisogni sostanziale e energetico, oltre che le condizioni di vita e abitudini alimentari che la persona segue. Determina, assieme con le caratteristiche metaboliche individuali il peso corporeo.
La dieta umana è influenzata da numerosi fattori, tra cui:

  • dalla reperibiltà di sostanze nutritive (elaborabili dal metabolismo umano) nell'ambiente di vita (es. popolazioni che vivono in prossimità del mare hanno una dieta ricca di pesce...)
  • da regole igieniche, culturali e religiose (es. divieto di mangiare carne di maiale presso i musulmani e gli ebrei, o di mangiare carne bovina presso gli indiani...)
  • dalle condizioni economiche, le abitudini, le preferenze, le ideologie (es. vegetarianesimo...).

[modifica] Diete dimagranti

Per approfondire, vedi le voci Dieta dimagrante e Peso corporeo umano.

Nel gergo comune il termine dieta viene spesso usato per indicare le diete dimagranti. Le diete dimagranti sono uno specifico regime alimentare volto alla diminuzione del peso corporeo. Possono essere consigliate e studiate caso per caso da un dietista, ma spesso sono scelte in modo arbitrario dagli individui che ritengono di dover ridurre il proprio peso.
Le diete dimagranti si basano generalmente su un regime ipocalorico, inteso cioè a ridurre l'apporto di calorie coi cibi, generalmente privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e gli zuccheri. Molte diete inoltre si basano su una generale riduzione dell'assunzione di cibo, indipendentemente dal tipo di alimento.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_%28alimentazione%29"