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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Metabolismo_dei_lipidi Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Metabolismo_dei_lipidi&action=history Metabolismo dei lipidiDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I lipidi (oli, grassi ecc.) sono biomolecole chimicamente eterogene con marcata lipofilia (idrofobia). Si distinguono:
Il metabolismo è il complesso delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono in un organismo o in una sua parte.
La funzione di lipidi nell'organismo umano [modifica]Lipidi hanno varie funzioni nell'organismo umano come elementi strutturali, funzionali e come riserve energetiche:
Biosintesi di lipidi umani
Biosintesi di lipidi [modifica]La biosintesi di lipidi avviene primordialmente in fegato, tessuti lipidici, reni, polmoni e ghiandole lattiferi. I necessari acidi grassi vengono o dall'alimentazione tramite il flusso sanguino o sono sintetizzati dall'acetilcoenzima A. L'illustrazione accanto mostra i principali processi metabolici in merito. L'illustrazione fa anche capire, perché all'uomo è possibile un'alimentazione prevalentemente proteica/carboidratica o prevalentemente proteica/lipidica come pure tutte le sfumature tra i due: l'acetilcoenzima A permette la trasformazione a vicenda tra i due. Inoltre, tutte le sostanze caloricamente rilevanti: proteine, lipidi e zuccheri possono essere trasformati in trigliceride composto di acidi grassi C 16:0 (acido palmitinico, n-esadecan-acido) e immagazzinati nel tessuto lipidico bianco come riserva calorica.
Metabolismo dei lipidi [modifica]I lipidi che sono introdotti con gli alimenti hanno una composizione variabile e sappiamo che possono essere gliceridi,steroidi, fosfolipidi, vitamine liposolubili, eccetera, ma le molecole lipidiche più abbondandi negli alimenti e che il nostro organismo sfrutta per ricavarne energia, sono soprattutto i trigliceridi. I lipidi, a differenza dei carboidrati, passano immodificati attraverso la bocca e lo stomaco e solo quando arrivano nel duodeno (inizio dell'intestino tenue) inizia la loro digestione. Poiché i trigliceridi sono sostanze idrofobe, il primo problema che l'organismo deve affrontare per la loro trasformazione in molecole più semplici, è quello di fare in modo che gli enzimi digestivi, dispersi in un mezzo acquoso, possano adeguatamente legarsi ad essi. Ciò è possibile in quanto i trigliceridi vengono emulsionati dai sali biliari secreti dalla bile proveniente dalla cistifellea. La bile ha una composizione molto complessa e contiene oltre agli acidi biliari che nel duodeno si trasformano immediatamente nei rispettivi sali, anche il colesterolo, fosfolipidi, pigmenti biliari (prodotti di demolizione di porfirine come l'eme). La funzione dei sali biliari è anche quella di neutralizzare l' acidità gastrica (pH=2) e rendere quindi attivi gli enzimi intestinali che hanno un pH ottimale intorno a 7. Contemporaneamente, dai dotti pancreatici viene secreta la prolipasi, un proenzima che attivata a lipasi dai sali biliari e da una proteina specifica (colipasi), idrolizza i legami estere tra il glicerolo e gli acidi grassi nelle posizioni 1 e 3, dando origine a un 2-monogliceride e ai sali sodici degli acidi grassi idrolizzati (saponi). L'idrolisi metabolica di un trigliceride viene chiamata lipolisi:
I 2-monogliceridi possono essere assorbiti direttamente (circa il 70%) o subire l'azione di una isomerasi che sposta l' acido grasso dalla posizione 2 alla posizione 1 e subire così l'azione della lipasi. In questo modo si genera glicerolo libero che viene, anch'esso, assorbito per diffusione: La produzione progressiva dei sali degli acidi grassi e di 2-monogliceridi (anch'essi agenti tensioattivi) rende l'emulsione sempre meno grossolana e la digestione via, via più facile. L'assorbimento degli acidi grassi avviene quasi esclusivamente nel tratto dell'intestino tenue chiamato digiuno e il passaggio dentro le cellule della mucosa avviene per semplice diffusione. All'interno delle cellule della mucosa gli acidi grassi vengono risintetizzati in trigliceridi con consumo di energia e formazione di chilomicroni (complessi lipoproteici costituiti da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e proteine. Questi aggregati molecolari sono il mezzo di trasporto usato dai trigliceridi per muoversi in un mezzo acquoso come la linfa e il sangue. I sali biliari utilizzati per emulsionare i trigliceridi, ma anche gli altri lipidi vengono riassorbiti nell'intestino e riportati al fegato, che rinviandoli successivamente alla cistifellea, li rimetterà in questo modo di nuovo in circolazione. I trigliceridi, a differenza di ciò che succede ai carboidrati e agli amminoacidi, non passano nei vasi sanguigni, ma vengono assorbiti dai vasi linfatici; la linfa assume un aspetto lattiginoso e viene chiamato chilo. Il chilo viene riversato nella vena succlavia avviando i chilomicroni verso il fegato, che, come sempre, è il centro di raccolta e smistamento di qualsiasi molecola abbia un interesse metabolico. Di rilevante significato dietologico è il fatto che, fra gli acidi grassi insaturi contenuti normalmente nei trigliceridi alimentari vengono assorbiti molto facilmente quelli naturali (con un isomeria -cis), mentre gli isomeri trans- (presenti soprattutto negli oli di semi in seguito ai trattamenti tecnologici subiti) vengono assorbiti molto più lentamente e in percentuali inferiori. I trigliceridi contenenti acidi grassi a catena corta (MCT, medium chain triglycerides)con un numero di atomi di carbonio da 6 a 12 hanno un assorbimento sostanzialmente diverso da quelli contenenti acidi grassi a catena lunga. Gli acidi grassi MCT non passano attraverso il sistema linfatico, ma giungono direttamente al fegato attraverso i vasi mesenterici e la vena porta, dopo essere stati completamente idrolizzati dalla lipasi pancreatica.
Alimentazione e lipidi [modifica]Il
latte materno contiene caloricamente ca. 6 % di proteine, ca. 41 % di
glucidi e ca. 53 % di lipidi (con tasso di colesterolo elevato).
Immagine:AlimentazioneCultura.png
Alimentazione in diverse culture
In diverse culture l'aliquota di lipidi nell'alimentazione varia notevolmente:
Questo è possibile grazie alla versatilità metabolica
dell'organismo umano che non trova difficoltà di sostituire glucidi e
lipidi (non essenziali) a vicenda.
Voci correlate [modifica]
Fonti [modifica]
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Peso_corporeo_umano#Obesit.C3.A0 Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Peso_corporeo_umano&action=history Peso corporeo umanoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il peso corporeo umano è il peso corporeo di un essere umano. È determinato dalla massa di tessuti, di organi e di liquidi nel sistema. Il peso corporeo, o meglio lo spostamento del peso corporeo oltre i limiti ideali (peso forma), è un parametro importante in medicina e dietologia. Un primo indicativo è dato dalla statura: il peso si sviluppa in modo esponenziale rispetto alla statura (approssimativamente alla terza potenza). Il secondo indicativo è dato dalla quantità di liquidi ritenuti. Questo dipende essenzialmente da ormoni (ADH, aldosterone) e dal funzionamento del sistema linfatico. Il terzo indicativo è dato dalle scorte energetiche (grasso bianco) che un organismo ha accumulato. La quantità di grasso dipende dalla quantità di cellule lipidiche (adipociti) che possiede al momento e dal loro riempimento. A seconda del regime alimentare seguito possono riempirsi o svuotarsi, mentre è ormai assodato che in età adulta non vengono generate nuove cellule lipidiche (adipociti).
Determinanti del peso corporeo
Determinanti del peso corporeo [modifica]Fattori determinanti che influenzano il peso corporeo umano:
A oggi non è affatto chiara l'importanza dei vari fattori sul peso; da alcuni si sostiene che il ruolo principale è dato da fattori ormonali, ma la maggioranza dei ricercatori è propensa a credere che una cattiva alimentazione e la mancanza di attività fisica siano i maggiori responsabili dell'incremento ponderale.
Normopeso, sovrappeso, obesità, sottopeso [modifica]Sul peso corporeo esistono innumerevoli pareri, ma di scientificamente provato esiste poco. Alcuni studiosi si impegnano a studiarlo secondo un indice di mortalità, ma tali studi sono spesso inficiati dal fatto che i portatori di malattie croniche nel periodo precedente la morte sono stati oggetto di un evidente calo ponderale; inoltre è a tutti evidente il fatto che la maggior parte dei soggetti che superano gli 80 anni di età sono "magri", almeno secondo la definizione più convenzionale del termine. Altri studiosi utilizzano tabelle come quella dell'OMS che sotto riportiamo. In ogni caso, sembra prendere sempre più piede la strada di valutare il peso corporeo in relazione alla qualità della vita del soggetto, con particolare riferimento alla diminuzione del rischio di malattie croniche più o meno invalidanti.
Sottopeso [modifica]A livello sanitario essere "sottopeso" (IMC < 20) è critico, perché c'è un forte sospetto di:
Dopo aver chiarito le cause, occorrono interventi medici / psichiatrici.
Obesità [modifica]
Indice di massa corporea in non adulte, sane
ragazze tedesche
Indice di massa corporea in non adulti, sani
ragazzi tedeschi
L'obesità non è definita in modo uniforme. In psicologia è classificata come disturbo dell'alimentazione. Sono comunque più importante il fattore circonferenziale (> 1.1) e gli sbalzi di peso (> +/- 10% all'anno) dell'IMC. Secondo le tabelle di mortalità per adulti, i seguenti valori IMC sono ritenuti come limite all'obesità: aumenta la mortalità. L'obesità è meno letale del sottopeso, ma va tenuta sotto controllo. Dopo aver chiarito le cause, si tenta di modificare le condizioni psicosociali e di mantenere il peso attuale, cosa che con gli anni abbassa il rischio cardiovascolare.
Peso corporeo e mortalità [modifica]
Peso corporeo e mortalità
La mortalità è minima con un indice di massa corporea IMC (BMI) tra 25 e 35 kg/m2. Lancet 2006 [1]
Tabella di magrezza dell'OMS (1998) [modifica]
Diete restrittive e cure dimagranti [modifica]
Percorso di cure dimagranti
Se per alcuni studiosi il tentativo di cambiare a
lungo termine l'indice di massa corporea non ha senso, perché,
biologicamente, il numero di cellule lipidiche può solo aumentare nel
tempo e mai diminuire e quindi il raggiunto è raggiunto, per altri è
fondamentale che il riempimento delle cellule lipidiche (e quindi il
grasso corporeo) resti limitato per evitare patologie vascolari,
ortopediche e metaboliche. In campo medico molto duro è il dibattito di chi sostiene l'utilità delle diete e chi invece la nega; entrambi i partiti adducono ricerche contraddittorie e non ancora definitive.
Fonti [modifica]
Variazioni di peso e mortalità
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica] |
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GNU Free Documentation License Dieta (alimentazione)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.(Reindirizzamento da Diete) Vai a: Navigazione, cerca Nota disambigua - Se stai cercando Dieta come assemblea nobiliare, vedi Dieta (storia).
Piatto austriaco La dieta è l'insieme degli
alimenti che un essere umano (o un animale) assume abitualmente. Lo
stesso termine si usa in italiano corrente per identificare le diete
dimagranti.
[modifica] Determinanti della dietaLa dieta umana rispecchia
i fabbisogni
sostanziale e
energetico, oltre che le condizioni di vita e abitudini alimentari
che la persona segue. Determina, assieme con le caratteristiche
metaboliche individuali il
peso corporeo.
[modifica] Diete dimagranti
Nel gergo comune il
termine dieta viene spesso usato per indicare le diete dimagranti. Le
diete dimagranti sono uno specifico regime alimentare volto alla
diminuzione del
peso corporeo. Possono essere consigliate e studiate caso per caso
da un
dietista, ma spesso sono scelte in modo arbitrario dagli individui
che ritengono di dover ridurre il proprio peso. [modifica] Voci correlate[modifica] Collegamenti esterni
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