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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Meditazione
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Meditazione&action=history

Meditazione

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La meditazione uno stato della coscienza che pu essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).

La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri". un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.

Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione pu essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualit, oppure immagini o testi sacri. Questo tipo di meditazione pi vicina alla cultura occidentale.

Indice

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[modifica] Religioni e filosofie orientali

In certe religioni o filosofie orientali come il buddismo la meditazione (vipassana, zazen, samatha) l'atto di osservare (anche attraverso un'azione di riflessione introspettiva) la mente, alla ricerca di un possibile stato di nirvana.

Detto altrimenti la meditazione una capacit della mente che favorisce un percorso interiore e che ne influenzata.

Attraverso la dinamica del modo di operare della mente, si pu riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (s) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto). Questo metodo comporta quattro stati di coscienza:

  • vedo l'oggetto
  • mi accorgo di vedere che vedo l'oggetto
  • mi accorgo di vedere il vedere che vede l'oggetto
  • assorbimento in uno stato che supera la dualit soggetto/oggetto al di l dell'espressione e della comunicazione convenzionale.

Anche nello yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della divinit onnipresente.

Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" pu essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la meditazione trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com' inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.

 

[modifica] Buddhismo

Per approfondire, vedi la voce Chakra.

La meditazione nel Buddhismo presuppone una speciale fisiologia che sovraimprime al corpo fisico un corpo immaginario, diviso in chakra, centri psicofisici che servono a guidare il processo meditativo. Tali centri sono sette: sulla sommit della testa, tra i due occhi, nella gola, all'altezza del cuore,del diaframma, dell'ombelico e dei genitali. Essi sono immaginati come fiori di loto su ciascuno dei quali sono scritte sillabe mistiche di vario colore. Su queste sillabe e sul loro significato si deve concentrarsi durante la meditazione, dopo tuttavia aver perduto coscienza dela propria persona individuale ed essersi identificato con determinati piani spirituali espressi simbolicamente con il nome e la figura tradizionale de speciali deit del mahāyāna.

Piani spirituali e non divinit, poich nelle scuole buddhiste non esistono di come realt oggettive; cio, le divinit dell'olimpo mahayanico hanno soltanto valore di simbolo, come effimere colorazioni della coscienza cosmica nel suo ininterrotto processo di evoluzione e d'involuzione, eternamente in atto e riflesse in ogni creatura viva, in ogni respiro.

 

[modifica] Cristianesimo

Nel cristianesimo la meditazione una forma di preghiera interiore. Viene fatta in una chiesa o cappella, in presenza dell'Eucaristia, o nel privato della propria stanza. Preferibilmente si fa di mattina presto, prima di ogni altra azione della giornata.

Nella sua forma pi generale si sviluppa attraverso diversi passi successivi:

  • Inizia con la invocazione dello Spirito Santo perch sia luce interiore di colui che medita.
  • Si apre alla contemplazione di una scena evangelica o dalla lettura di un brano della Bibbia o di un altro libro che possa aiutare.
  • Approfondisce il significato dell'episodio o dell'insegnamento in questione. Lo fa attraverso il ragionamento e la ricerca di situazioni o passi biblici simili o correlati.
  • Si sofferma su qualche parola o immagine o concetto, "ruminandolo" interiormente.
  • Chiede a Dio la grazia di vivere il mistero che si contemplato.
  • Fissa l'impegno di un qualche gesto da vivere durante la giornata, per trasformare in carit quello che si contemplato.
  • Ringrazia il Signore per il dono della luce dell'alto.

Una forma particolare di meditazione la lectio divina, che una lettura orante di un passo biblico.

 

[modifica] Percorsi personali

Esistono molti percorsi personali che non sono all'interno di una religione o una filosofia e di cui la meditazione strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi. Molti si avvalgono di un maestro che permette loro di fare un cammino, un percorso che attraversa nuove realt e che si lascia alle spalle vecchi mondi, in un procedere verso la maggiore consapevolezza di se stessi e della realt.

Un aspetto fondamentale la riduzione della sofferenza che insieme alla maggiore consapevolezza abbisognano di un maestro. A tal fine occorrer conquistarsi un cammino e capacit di meditazione nella relazione con la figura di riferimento. importante che il maestro non sia solo "padre"/"madre" ma una figura che possa essere lasciata per una nuova realt affettiva.

In particolare la meditazione del Buddha Sakyamuni e di altri saggi non era ascritta a nessuna religione o filosofia ma seguiva un cammino personale.

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Collegamenti esterni