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GNU Free Documentation License Psicosi maniaco-depressivaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca
La psicosi maniaco-depressiva o disturbo bipolare è una sindrome psichiatrica caratterizzata da un'alterazione dell'affettività, ovvero da un disassamento dell'equilibrio timico (alterazione dell'umore) che in termini di decorso può manifestarsi in maniera ciclico-periodica, raramente in forma stabile-persistente. Affinché possa esser posta la diagnosi di disturbo bipolare è necessario e sufficiente che il paziente abbia sviluppato almeno un episodio maniacale o misto. Anche se decisamente probabile, ai fini diagnostici non è infatti indispensabile la presenza di un episodio depressivo in anamnesi.
[modifica] EziopatogenesiSono stati ipotizzati svariati meccanismi patogenetici alcuni dei quali corroborati da evidenze sperimentali o comprovati da criteri psicofarmacologici. Tuttavia, ad oggi ancora non disponiamo di un modello scientifico che possa dare una spiegazione univoca, per cui l'eziopatogenesi rimane fondamentalmente ignota. È d'altro canto determinante il contributo genetico. Sono infatti inconfutabili la prove dell'esistenza di un linkage con specifici cromosomi (loci tra l'altro condivisi con la schizofrenia). Di fatto, il disturbo bipolare è una sindrome a carattere eredo-familiare, com'è del resto dimostrato dagli studi sui gemelli (il tasso di concordanza tra gemelli monozigoti è significativamente più elevato rispetto a quanto risulta negli eterozigoti) e sui figli adottivi (nei quali l'incidenza del disturbo è più vicina a quella dei genitori biologici). La sindrome bipolare è quindi un disturbo fondamentalmente endogeno in cui la vulnerabilità coincide con una predisposizione biologica (diatesi bipolare), rispetto alla quale gli eventi vitali stressanti ed i traumi esercitano al più un ruolo favorente, ma mai causale in senso stretto. [modifica] Caratteristiche della fase maniacaleLa mania è uno stato affettivo caratterizzato da umore insolitamente elevato, che può assumere i caratteri dell'euforia e dell'espansività, per cui il paziente appare ludico, sintonico, estremamente socievole, loquace o francamente logorroico (talora graforroico), disinibito, impulsivo, ottimista, vanaglorioso. In alcuni casi — per la verità più frequenti — l'umore può essere disforico-irritabile piuttosto che gioioso, specie quando il paziente viene contrariato. In verità, nella mania l'orientamento timico è fondamentalmente instabile, oscillando in maniera repentina ed imprevedibile tra opposte polarità affettive, per cui il paziente che un attimo prima appariva estremamente sicuro e determinato nei propri intenti, in un momento anche di poco successivo potrà risultare angosciato fino alla più cupa disperazione (già nel 1880 Schule affermava che nulla era durevole nella mania se non la trasformazione). In altri termini, nella mania si realizza un ipercoinvolgimento emotivo, ovvero una esasperata amplificazione della risonanza affettiva agli eventi che può esser fonte di estremo benessere come di disperazione. Sono altresì presenti incremento dei livelli di energia e ridotto bisogno di sonno fino all'insonnia totale, litigiosità, intrusività, idee grandiose irrealistiche (megalomania), prodigalità (tendenza a spendere eccessivamente), difficoltà di concentrazione fino ad una estrema distraibilità, accelerazione dell'eloquio, che si presuppone sostenuta da una parallela accelerazione del flusso ideativo, iperattività, iperprogettualità, talora spinta sino all'affaccendamento afinalistico. Carlson & Goodwin hanno suddiviso la mania in tre stadi aventi gravità progressivamente crescente: Stadio I, in cui dominano euforia, idee di grandezza, iperattività Stadio II, in cui dominano labilità emotiva, disforia, accelerazione del pensiero, agitazione psicomotoria; sono possibili deliri megalomanici e paranoidei Stadio III, in cui dominano disforia, incoerenza logica per fuga delle idee e perdita dei nessi associativi, attività psicomotoria frenetica con affaccendamento afinalistico, deliri bizzarri. [modifica] TerapiaI disturbi sono trattati con farmaci specifici a seconda della fase della malattia. Capisaldi del trattamento sono gli stabilizzatori dell'umore, che riducono l'intensità e la frequenza delle crisi sia maniacali sia depressive. [modifica] Terapia stabilizzanteMolti psichiatri considerano il litio ancora il trattamento di scelta. Tra gli altri stabilizzatori i più utilizzati sono gli anticonvulsivanti, tra cui l'acido valproico, la carbamazepina e l'oxcarbazepina, tutti efficaci in particolar modo nelle crisi maniacali. La lamotrigina, anch'esso appartenente alla classe degli anticonvulsivanti, svolge invece una prevalente funzione di prevenzione delle ricadute depressive, tanto da essere classificato da alcuni autori come un antidepressivo. Il meccanismo con cui tutti questi farmaci riescono a stabilizzare l'umore non è ancora del tutto chiaro. Recenti studi mostrano risultati modesti per altri antiepilettici come il gabapentin e il topiramato. Una nuova possibilità per la terapia è rappresentata dall'impiego di farmaci antipertensivi come la clonidina (un alfa 2 agonista), e i calcioantagonisti verapamil e nimodipina. Gli studi sull'impiego di queste tre sostanze nel trattamento del disturbo bipolare sono ancora pochi e se ne riserva l'utilizzo in casi resistenti agli altri trattamenti. Soggetti che rispondono in modo insoddisfacente al trattamento con stabilizzatori o associazioni di essi possono trarre giovamento dall'aggiunta allo schema terapeutico di un antipsicotico atipico, in particolare olanzapina, quetiapina, aripiprazolo e risperidone, che hanno tutti forte valenza nella prevenzione dell'episodio maniacale. Olanzapina e quetiapina hanno il vantaggio di avere anche efficacia nelle fasi depressive e migliorano la qualità del sonno, oltre ad avere una grande rapidità di inizio d'azione. [modifica] Terapia della fase maniacaleIn un paziente già in trattamento l'introduzione o l'aumento di dose di un antipsicotico atipico di quelli sopra indicati migliora rapidamente il quadro. Non è però infrequente che il paziente rifiuti il trattamento in quanto non riconosce di essere malato. Nelle forme più serie può essere necessario l'utilizzo di altri antipsicotici tradizionali, come i butirrofenoni. Un paziente non trattato può trarre giovamento dalla sola introduzione degli stabilizzatori dell'umore. [modifica] Terapia dell'episodio maniacale acutoCasi di mania disforica, ovvero percepiti in modo negativo anche dal malato, e la mania accompagnata da agitazione sono da considerare emergenze psichiatriche e necessitano di un trattamento tempestivo. Forme lievi rispondono alle benzodiazepine, in particolare clonazepam e lorazepam (2-4mg per via parentale). Spesso è però necessario il ricorso ai neurolettici iniettivi come l'aloperidolo e l'olanzapina IM. E' talvolta necessaria l'ospedalizzazione. [modifica] Terapia della fase depressivaIl trattamento dell'episodio depressivo in corso di disturbo bipolare è particolarmente delicato in quanto qualsiasi farmaco psicoanalettico può potenzialmente portare il paziente a virare verso una fase maniacale. Gli studi non sempre sono concordi su quali molecole risultino meno rischiose sotto questo aspetto. Ci sarebbero indicazioni comunque per considerare il bupropione e la venlafaxina come i farmaci di scelta. É comunque necessario, per minimizzare il rischio di viraggio, che il trattamento antidepressivo sia effettuato al dosaggio minimo efficace e soprattutto che sia mantenuta la terapia stabilizzante a base di litio, anticonvulsivanti ed eventualmente un antipsicotico atipico. L'introduzione del già citato stabilizzatore lamotrigina può essere efficace. Negli Stati Uniti è in commercio un'associazione fissa olanzapina più fluoxetina (Zyprexa e Prozac) sotto il nome Symbiax. Opportuno anche un accenno alla TEC (terapia eletroconvulsivante) che, seppur ancora molto discussa, in alcuni casi resistenti dimostra di avere una notevole efficacia in particolare negli stati depressivi e misti. [modifica] PsicoterapiaLa natura inequivocabilmente biologico-ereditaria del disturbo porta ad una serrata discussione sull'utilità della psicoterapia. La maggior parte degli psichiatri concorda sul fatto che, soprattutto in associazione ai farmaci, terapie cognitivo-comportamentali e di gruppo possano giovare. [modifica] Collegamenti esterniPagine informative dedicate al disturbo bipolare ed alla sua cura Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Psicosi_maniaco-depressiva" |