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GNU Free Documentation License Relazioni internazionaliDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca Le Relazioni internazionali, una disciplina accademica nata come ramo della Scienza politica, riguardano lo studio della politica internazionale nella sua dimensione teoretica e, empiricamente, dei rapporti fra i principali attori del sistema internazionale (Stati, organizzazioni inter-governative, organizzazioni non governative, imprese multinazionali). Il loro campo di studio attiene quindi alla Scienza politica, ma a ben vedere interessa anche il dibattito pubblico (ad esempio per le ripercussioni che possono avere sui popoli le azioni diplomatiche/militari dei loro governi, o la competizione commerciale fra alcune multinazionali). Le R.I., inoltre, sono imparentate con altre discipline accademiche come l'Economia, la Storia, il Diritto, la Filosofia, la Geografia, la Sociologia, l'Antropologia, la Psicologia e gli Studi culturali. Le R.I. nascono formalmente nel 1919, quando ad Alfred Zimmern, un classicista, viene affidata la cattedra di Politica internazionale all'Università di Aberystwyth, in Galles. La moderna Teoria delle relazioni internazionali trova fondamento nelle principali tradizioni del pensiero internazionalista, dall'antichità all'Ottocento, rifacendosi ad autori quali Tucidide, Machiavelli, Hobbes, Kant, Marx. Dalla rielaborazione di tali tradizioni sono poi scaturiti i seguenti approcci: Realismo (Hans Morgenthau, Edward Carr, Reinhold Niebuhr) e Neorealismo (Kenneth Waltz, Robert Gilpin). Considerano lo Stato come l'attore principale delle relazioni internazionali e il conflitto, specie (ma non solo) nella sua declinazione bellica, come il carattere predominante della realtà internazionale. I rapporti fra i vari attori del sistema internazionale si baserebbero soprattutto sul potere. L'alto livello di bellicosità riscontrabile in tali rapporti sarebbe dovuto al fatto che gli attori, essenzialmente mossi per un verso dalla lotta per il predominio, per l'altro dal dilemma della sicurezza generato dalla condizione anarchica della politica internazionale, si trovano in una condizione analoga allo stato di natura hobbesiano. Idealismo (Immanuel Kant, Woodrow Wilson, Alfred Zimmern) e Neoliberalismo (Robert Keohane, Stephen D. Krasner). Pongono l'essere umano al centro delle relazioni internazionali e considerano la pace perpetua come un fine possibile (ad esempio attraverso la creazione di regimi internazionali, o grazie all'interdipendenza economica fra le nazioni). Secondo il punto di vista di idealisti e neoliberali, il conflitto non è un dato immutabile, giacché fra gli attori del sistema internazionale è riscontrabile una sostanziale comunanza di interessi. Marxismo (Lenin, Teorie della dipendenza) e Neomarxismo (Immanuel Wallerstein). Considerano il sistema internazionale come diviso tra Stati che hanno (capitale e conoscenza) e Stati che non hanno e che vengono sfruttati. Postmodernismo, Teoria critica, Costruttivismo. Questi tre approcci non formulano teorie per la lettura del sistema internazionale, ma muovono una critica radicale ai precedenti approcci: in particolare il Postmodernismo critica le metodologie positivistiche di Realismo, Liberalismo e Marxismo; la Teoria critica afferma che qualsiasi teoria sia viziata da un pregiudizio ideologico; il Costruttivismo ritiene che la realtà sia essenzialmente una costruzione sociale (e quindi non un "qualcosa di dato", come affermato dalle altre teorie). La dissoluzione dell'ordine bipolare ha creato numerosi problemi, poiché nessuna delle teorie precedenti sembrava in grado di spiegare un cambiamento così complesso e pacifico. Si sono quindi fatte largo varie nuove teorie: tra le più note (e controverse) lo scontro di civiltà di Samuel Huntington (di matrice realista) e la fine della storia di Francis Fukuyama (di matrice liberale). Fra la seconda metà degli anni 1990 e i primi anni 2000, un numero crescente di studiosi delle R.I. si è concentrato sulle teorie della globalizzazione (seguendo le orme di antesignani come, ad esempio, Immanuel Wallerstein, Giovanni Arrighi, Anthony Giddens). [modifica] Voci correlate
[modifica] Letture introduttive (una scelta)
[modifica] Collegamenti esterni
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Amore_romantico Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amore_romantico&action=history Amore romanticoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'amore romantico è una forma d'amore caratterizzata dal forte coinvolgimento emotivo del soggetto coinvolto e dalla presenza di quelle caratteristiche tipiche del romanticismo (struggimento, partecipazione emotiva, affetto, ecc.). L'amore romantico generalmente implica un amore sia spirituale che fisico; in questo senso si oppone all'amore platonico. V'è però più enfasi sul lato emotivo che sul semplice desiderio sessuale, dal momento che l'intimità fisica ne risulta comunque coinvolta. A partire soprattutto dal XIX secolo, la società occidentale ha posto l'amore romantico quale base iniziale del rapporto di coppia molto più di altre culture, nelle quali, per esempio, i matrimoni combinati costituiscono una convenzione sociale. L'amore romantico è spesso visto come l'idealizzazione di un'altra persona e della relazione con essa instaurata. Molti filosofi occidentali hanno espresso teorie ed idee sull'amore. Le caratteristiche dell'amore romantico proprie della cultura occidentale includono:
Nell'ambito letterario, l'amore romantico è stato espresso per la prima volta da Francesco Petrarca, anticipatore dei concetti cardine del romanticismo (il Canzoniere). [modifica] Amore non corrispostoPer amore non corrisposto si intende un intenso sentimento di amore romantico che non è ricambiato dal soggetto amato, anche se la reciprocità è desiderata dal soggetto amante. La condizione emotiva dell'amante non corrisposto è tipicamente caratterizzata da repentini cambi di umore e può oscillare tra la depressione e l'euforia. L'amore non corrisposto può sfociare in comportamenti ossessivi e anche trasformarsi in ostilità nei confronti della persona amata; d'altro canto, questa forma d'amore ha rappresentato per secoli l'ispirazione per numerose opere d'arte di eccellente livello. L'atteggiamento di un innamorato non corrisposto può essere recepito in svariati modi da un osservatore esterno (o dallo stesso soggetto amato); il suo comportamento può essere giudicato affettuoso, oppure sgradevole, oppure può essere interpretato in molti altri modi: si tratta sostanzialmente di una questione soggettiva. Trovarsi in una tale condizione è estremamente doloroso, ma allo stesso tempo può rappresentare una fonte di grande gioia: a volte questa forma d'amore lascia nel soggetto amante un senso di realizzazione di sé per avere qualcuno da amare, anche se il sentimento non è reciproco. In alcuni casi, l'innamorato non corrisposto ritiene che tale soddisfazione ricompensi la sofferenza che deve patire: di conseguenza, egli non dichiara i propri sentimenti alla persona amata per il timore di essere respinto definitivamente. L'amore non corrisposto nei confronti di una data persona può durare molto a lungo (anni e persino decenni). Tuttavia, molto spesso i sentimenti del soggetto amante raggiungono un punto di rottura nel momento in cui egli viene a sapere che il suo amore non sarà mai ricambiato, oppure quando egli sposta il proprio interesse su di un soggetto disponibile a corrispondere il suo affetto.
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