|
Questo
articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da
http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_mentale
Cronologia/Autori:
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Stato_mentale&action=history
Stato mentale
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a:
Navigazione,
cerca
Quello di stato mentale è un
concetto che sta tornando in auge grazie alla
psicologia della
mente e della
coscienza, dove viene usata anche l'espressione
stato di coscienza, da cui va differenziata. In
psicoanalisi è stato usato, fino dagli
anni '30 del
900, particolarmente da autori della scuola kleiniana, (Melanie
Klein,
W.R. Bion,
Donald Meltzer), senza però definire specificamente il concetto.
Frances Tustin, ed anche Meltzer, usano l'espressione "stati autistici",
Herbert Rosenfeld e più recentemente
M. Rustin e altri parlano di "stati psicotici".
[modifica]
Stato autistico
Meltzer lo descrive come lo
stato mentale caratteristico dell'autismo,
caratterizzato da un'assenza mentale, paragonabile per certi versi a un'assenza
epilettica, prodotta, secondo lui, da una sospensione della
consensualità, cioè dell'integrazione fra i diversi sensi. La consensualità
comporterebbe l'integrazione in un'immagine comune dell'esperienza e la
costruzione di un significato emotivo, da cui dipenderebbero sia lo sviluppo
cognitivo che emotivo e relazionale.
Lo stato mentale autistico viene
prodotto da un meccanismo di "smontaggio" (dismanteling), reversibile,
dell'integrazione delle diverse sensorialità, per cui lo stato autistico può
alternarsi con altri stati mentali più integrati. Poiché lo stato di assenza
mentale dell'autismo (così come per l'epilessia) non permette la
relazione, la
comunicazione, l'apprendimento
dall'esperienza,
l'effetto sullo sviluppo della
personalità, e quindi la produzione di diversi quadri sintomatologici di
'autismo' dipenderebbe dalla quantità di tempo passato nello stato
autistico, e dalla qualità degli altri stati mentali disponibili al
soggetto.
Dagli sviluppi della ricerca
psicoanalitica, di Meltzer e altri, lo "smontaggio", cioè la non
integrazione dell'esperienza mentale, può nascere come difesa di fronte ad
una situazione insopportabile nelle prime esperienze oggettuali. Una
conferma sui possibili effetti delle prime interazioni viene dalla ricerca
sulle interazioni precoci del
neonato, sviluppata fra gli altri da
T. Brazeltron,
pediatra
comportamentista di
Boston, e da
D.Stern e altri.
Si può concepire lo stato
autistico come una difesa psicobiologica caratteristica della specie umana,
(ma anche di altre specie, secondo le ricerche di
etologia) che può attivarsi in diverse situazioni e per cause diverse,
che si estrinsecano in un'incapacità di tollerare l'esperienza interattiva
relazionale e i suoi risvolti emotivi. Alcuni bambini potrebbero essere
costituzionalmente intolleranti a livelli minimi di
conflittualità e contradditorità dell'esperienza oggettuale (Meltzer:
conflitto estetico). Questi concetti non contraddicono le ricerche
neurobiologiche che evidenziano un'alta componente
genetica nell'etiopatogenesi dell'autismo, e permettono di riferirsi
all'esperienza interattiva relazionale e mentale dell'autismo.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_mentale"
Categorie:
Psichiatria |
Psicologia |